Post più popolari

venerdì 22 maggio 2020

Scratch Pals


ScratchPals è un'iniziativa guidata da insegnanti per creare aule globali che mettono in collegamento insegnanti e studenti tramite la programmazione informatica "coding"di Scratch. ScratchPals è stato lanciato alla Scratch Conference nell'estate 2018 da Kathleen Fugle, educatrice elementare della Virginia e specialista in tecnologia.
Tramite ScratchPals, classi da luoghi diversi del mondo si uniscono per collaborare.
Utilizzando Scratch sin dalla classe seconda, l'occasione di collaborare con altri insegnanti e alunni provenienti da diverse parti del mondo, era troppo ghiotta e ricca di opportunità e così non ce la siamo fatta scappare!
Non solo coding, ma anche educazione alla cittadinanza digitale e comunicazione in lingua inglese, un'ottima occasione per iniziare il proprio percorso come cittadini del mondo e non solo della propria realtà.

Il progetto ha avuto inizio la prima settimana di Febbraio per la durata di 6 settimane in totale.
Nella prima settimana gli insegnanti si sono conosciuto e hanno scelto il tema per la propria classe tra:

  • Picture This
  • Earth Wise
  • Connections 
Per la nostra classe la scelta è ricaduta su Picture This.

Picture This
Picture This

Per rompere il ghiaccio abbiamo scambiato con le classi partecipanti la nostra galleria (raccolta di progetti in Scratch) intitolata About me realizzata all'inizio dell'anno scolastico per presentarci in inglese, quando ancora non sapevamo che sarebbe arrivata così lontano, nonostante la piattaforma di Scratch sia frequentata a livello globale.
Galleria About me

Il sottotema della nostra classe, scelto dalla maestra, è stato realizzare un caleidoscopio usando lo strumento penna e cercando di creare modelli di immagini colorate che si ripetessero in maniera ciclica o random.
In questa galleria sono stati utilizzati il piano cartesiano e le trasformazioni su di esso, che hanno compreso contenuti e obiettivi di Geometria quali angoli, rotazioni, ripetizioni, disegno di poligoni regolari e non, sempre attraverso la programmazione con il linguaggio di programmazione visuale Scratch.





Galleria Caleidoscopio

Nelle settimane successive i progetti della classe sono stati aggiunti alla galleria internazionale condivisa con chi aveva scelto il nostro stesso tema e quindi ognuno ha avuto la possibilità di visionare i progetti di altri e lasciare un like 💜 e/o inserirli tra i propri preferiti ⭐, ma anche di lasciare feedback e riceverne, facendo magari tesoro dei consigli ricevuti; la possibilità di commentare è stata vissuta come opportunità di scambiare opinioni e suggerimenti in positivo, che avessero rispetto del lavoro degli altri scratchers.

Chiaramente non è stato semplice scrivere in una lingua diversa dalla propria e quindi abbiamo iniziato con piccole frasi di ringraziamento o abbiamo chiesto aiuto a Google Traduttore.


In seguito i bambini sono stati invitati a fare il Debug dei progetti, in gergo informatico eliminare i bug ovvero degli errori che non permettono al progetto di funzionare per come lo si sta programmando.
Unendosi agli altri partecipanti hanno aggiunto i loro progetti nella
Galleria ScratchPals Picture This B (Feb/Mar 2020)

Purtroppo arrivati quasi alla fine di questa esperienza è iniziata la pandemia globale legata al COVID-19 che ci ha costretto tra i primi a restare a casa, a quel punto le notizie che giungevano dal nostro Paese al resto dell'Europa e agli USA era quella di una situazione drammatica ed è a quel punto che la nostra esperienza è andata oltre le competenze, la solidarietà nei nostri confronti è stata tantissima, su iniziativa di Kathleen Fugle è nata anche la galleria ScratchPals 2020 for Maestra LIMda (che è il nickname della maestra su Scratch).


Siamo stati sommersi da progetti creativi con pensieri gentili e di incoraggiamento da parte delle altre classi partecipanti al progetto. 💖



Quest'esperienza è stata davvero molto significativa per la classe, non solo da un punto di vista esperienziale delle competenze di educazione alla cittadinanza digitale, ma anche dal punto di vista umano, in un momento di totale incertezza su quello che sarebbe successo, ci ha fatto molto piacere ricevere solidarietà e vicinanza. 

Dal punto di vista didattico tra le competenze di educazione alla cittadinanza digitale perseguite in questo lavoro ci sono quelle individuate nel DIGCOMP 2.1 Il quadro di riferimento per le competenze digitali dei cittadini - Traduzione ufficiale in lingua italiana a cura dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID)
le 5 aree contemplate infatti sono: 


Questo lavoro ha permesso ai ragazzi di acquisire competenze fondamentali per il tempo che stiamo vivendo.


Licenza Creative Commons
ScratchPals di Ierardi Rosalinda è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

mercoledì 13 marzo 2019

School Maker Day 2019

Il 4 Maggio 2019 abbiamo partecipato alla quarta edizione dello School Maker Day presso l'Opificio Golinelli con il progetto TBM: Techno Body Music.
Lo School Maker Day è il più importante evento dedicato all’innovazione nelle scuole dell’Emilia-Romagna.
E’ un evento aperto a tutti ricco di creatività che celebra la cultura del “saper fare” in ambito scolastico. È il luogo dove maker di ogni età che frequentano od operano nelle scuole dell’Emilia-Romagna si incontrano per presentare i propri progetti e condividere le proprie conoscenze ed esperienze.
Tanti i visitatori che passando per la postazione si sono cimentati suonando gli strumenti e complimentandosi per il lavoro.
Qui l'intervista ad alcuni degli alunni da parte de Il Resto del Carlino Bologna GUARDA L'INTERVISTA
Il lavoro presentato è parte di un'idea più ampia realizzata durante tutto l'anno scolastico.  Techno Body Music è un progetto di musica, arte, scienze, coding e tinkering; attraverso il riciclo e l’utilizzo di materiali poveri, gli alunni hanno costruito e decorato vari strumenti musicali, alcuni di questi sono stati potenziati con l’utilizzo di materiali conduttivi e il collegamento a Makey Makey, dispositivi che permettono di interagire con il computer utilizzando oggetti di uso comune, programmati attraverso il coding con Scratch; proprio questi ultimi sono stati i protagonisti dell'esposizione allo School Maker Day 2019.
TBM è un progetto di PBL Project Based Learning, una metodologia completa per insegnare a favorire gli apprendimenti in classe e stimolare gli studenti allo sviluppo di problemi autentici (Blumenfeld, C. Phyllis; Soloway, Elliot; Marx, W.R.;Krajcik, J. S.; Guzdial M.; Palinscar, A.), con questo progetto partecipiamo alle attività di ricerca/ azione coordinate dall’esperto Prof. Zecchi dopo essere stati selezionati tra tutte le scuole dell'Emilia Romagna tramite un apposito bando dell'USR Emilia Romagna.


In TechnoBodyMusic la musica, l’arte, le scienze, il coding e il tinkering si incontrano per realizzare una piccola band con strumenti artigianali costruiti dai bambini grazie all’uso di materiali di riciclo e decorati a mano con tecniche differenti e l’utilizzo di cartoncini colorati, tempere e materiali poveri.
L’idea è nata dall’esigenza della classe di offrire un proprio contributo alla festa di fine anno della scuola, dal tema “Facciamo arte, musica e … spettacolo”.
In questo progetto PBL Project Based Learning,  seguendo le fasi di ideazione, progettazione ed esecuzione, passando per studi di fattibilità, checklist e rubric di valutazione, i bambini divisi per gruppi eterogenei, hanno lavorato in cooperative learning.
Attraverso il riciclo e l’utilizzo di materiali poveri, gli alunni hanno costruito e decorato vari strumenti musicali tra cui nacchere, maracas, bastoni della pioggia, alcuni  di questi, tastiere, piatti, tamburi e tamburelli, sono stati rivestiti con materiali conduttivi quali la carta stagnola e il pongo conduttivo e poi potenziati attraverso il collegamento ad alcuni Makey Makey. Successivamente attraverso la programmazione con Scratch dei Makey Makey, gli strumenti sono diventati interattivi ed è stato possibile riprodurre varie melodie con tempi e battute differenti. Le percussioni prodotte con il corpo hanno completato il tutto.
La classe lavora sul coding sin dalla classe prima, infatti aveva già partecipato nel 2016 alla prima edizione dello School Maker Day con il lavoro Code my name: dall’alfabeto al codice binario in un braccialetto , dal coding unplugged pian piano ci siamo avvicinati al coding con Scratch e successivamente arricchito i percorsi con il collegamento a strumenti quali MICRO:bit, Little Bits e appunto con i Makey Makey.
Tali percorsi sono stati realizzati soprattutto per favorire l’inclusione e la partecipazione dell’alto numero di alunni in difficoltà, tutti hanno ricoperto almeno un ruolo e partecipato attivamente alla realizzazione degli strumenti e alla loro programmazione sperimentando nuovi modi di comunicare ed esprimersi.
Potete consultare la galleria dei progetti Makey Makey realizzati con Scratch a questo link:
https://scratch.mit.edu/studios/5886205/

I team

Per il tamburo: Andrea, Alice, Nicolò e Luna

Per il tamburello: Alessandro, Cesare, Ilenia e Jackie

Per il microfono: Silvia, Marco, Emma e Luca

Per il piatti: Giulia, Mattia, Leonardo, Emanuele e Arianna

Per il piano: Laura, Nicole, Valentina e Giacomo

I team a lavoro!




























E finalmente lo School Maker Day 2019...



















Le alunne e gli alunni di IV A:
Giulia, Nicolò, Emma, Emanuele, Nicole, Leonardo, Giacomo, Silvia, Mattia, Alessandro, Laura, Alice, Marco, Luca, Ilenia, Andrea, Cesare, Arianna, Luna, Valentina e Jackie.



Licenza Creative Commons
Techno Body Music dihttp://abcalfabetibitecreativita.blogspot.com/2019/03/school-maker-day-2019.html è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

mercoledì 22 agosto 2018

Remix to learn: la nostra esperienza al MIT di Boston

Nella nostra classe lavoriamo sul pensiero computazionale e sul coding sin dalla prima.
Dallo scorso anno abbiamo iniziato a utilizzare la piattaforma di Scratch, linguaggio di programmazione visuale a blocchi ideata dal MIT Massachusetts Institute of Technology di Boston U.S.A. al fine di introdurre i bambini alla programmazione informatica, con esso è possibile creare animazioni, videogiochi e tanto altro e permette pertanto ai suoi utilizzatori di trasformarsi da meri fruitori passivi a protagonisti attivi del web. Ogni stringa di programmazione viene rappresentata da blocchetti colorati che si incastrano tra loro con un click, proprio come fossero dei blocchetti di costruzioni, dando vita ad azioni dirette.

L'accesso alla piattaforma di Scratch avviene tramite account personali, da subito abbiamo optato per l'utilizzo di quelli pensati ad hoc per insegnanti e alunni (https://scratch.mit.edu/educators). La piattaforma è sicura e i contenuti sono moderati. È possibile creare delle gallerie tematiche, così come abbiamo fatto nella nostra classe, creandone una per ogni tema scelto.
La piattaforma vanta più di 33.000.000 di progetti condivisi e quasi 30.000.000 di utenti registrati da tutto il mondo (fonte https://scratch.mit.edu/statistics/).

Ogni anno si svolge la Scratch Conference, una conferenza internazionale sull'utilizzo di questo programma straordinario che raccoglie studiosi, esperti ed educatori da ogni parte del mondo. Questa conferenza ogni due anni viene tenuta proprio presso il Media Lab del MIT di Boston ovvero il luogo dove questo programma è nato.



Nella conferenza di quest'anno dal tema "The next Generation" (https://scratch.mit.edu/conference) che si è tenuta proprio a Boston, è stato inserito anche uno dei nostri lavori svolti in classe basato sulla pratica del Remix.
Il Remix è l'operazione che permette a uno scratcher (in gergo un utilizzatore di Scratch) di modificare il progetto di un altro scratcher senza violarne i diritti; in ogni progetto remixato infatti, compare sempre il nome dell'autore originario e quello degli altri scratcher che man mano hanno apportato modifiche a quello stesso progetto.

Per poter presentare il nostro lavoro alla Conference è stato necessario partecipare alla relativa call quindi inviare la nostra proposta durante l'inverno e attendere l'esito che è stato appunto positivo e ci ha dato questa straordinaria possibilità di condivisione (https://scratch.mit.edu/conference/2018/78/details).

L'obiettivo iniziale di sviluppare il pensiero computazionale e apprendere il coding, ci hanno dato anche l'opportunità di utilizzare Scratch per riflettere su temi molto importanti. Abbiamo potuto riflettere insieme sulle regole di cittadinanza digitale, sul rispetto del copyright come rispetto innanzitutto delle persone, del proprio lavoro e di quello altrui.
La rete è di tutti ed è un mondo vivo e reale fatto di persone per le persone.

Questa l'esperienza condivisa:

Remix to Learn: Helping Kids Develop as digital Citizens

Remixare per imparare: aiutare i ragazzi a crescere come cittadini digitali





Una delle prime settimane in cui avevamo iniziato ad usare Scratch, un alunno si è presentato con un progetto strabiliante, pieno di elementi grafici bellissimi che andavano molto oltre gli sprite e i blocchetti di base con cui i bimbi avevano iniziato a programmare… Così presa da tanti dubbi ho chiesto al mio alunno se avesse realizzato il progetto da solo, lui pur avendomi risposto di si, non era per niente convinto, allora ho cercato di metterlo a proprio agio per capire meglio cosa lo affliggesse. Alla fine con molto rammarico ha esclamato: “ Maestra, io avevo iniziato a giocare a casa da solo, poi mio papà ha voluto provare, non veniva più via e alla fine ha fatto lui il progetto mettendoci dentro tutta questa roba e io non so nemmeno come abbia fatto!” A quanto pare Scratch è un programma straordinario e irresistibile anche per i genitori!

 A quel punto ho capito che era già il momento di spiegare alla classe cosa fosse il Remix!
Di fronte alla possibilità di “copiare” da altri progetti senza tuttavia essere dei ladri, i bambini hanno reagito con tanto stupore e un sorriso enorme esclamando:” Davvero possiamo farlo?!”


 Un altro episodio che ci ha portati verso un confronto è stato quello che ha avuto come oggetto il commento di un’alunna al progetto di una sua compagna. Sappiamo che nel mondo della comunicazione una frase scritta può essere interpretata diversamente da quella che era l’intenzione dello scrivente, e così è successo con questo commento.
Parlandone tutti insieme e conoscendo ora la funzione del remix siamo arrivati alla conclusione che questo strumento può essere utilizzato per abbellire il progetto del proprio compagno se riteniamo, come in questo caso, che manchi qualcosa o che potrebbe diventare migliore con il nostro apporto. 

Da qui l’idea di lavorare a coppie, di volta in volta diverse, remixando ognuno il progetto di un altro. In classe siamo già abituati a lavorare in gruppo condividendo le idee (peer & share), ma poterlo fare anche con Scratch è stata una bellissima sorpresa.

Ins. Ierardi Rosalinda Scratch Conference 2018 MIT
Ins. Ierardi Rosalinda - Scratch Conference 2018 MIT

Ho deciso di realizzare un progetto base e di lasciar agli alunni la possibilità di remixarlo a loro piacimento, tuttavia col passare delle settimane ho visto che solo due di loro ci avevano provato senza nessun entusiasmo.
Questa cosa mi ha stupito molto così per capire meglio ci siamo confrontati in un circle time dal quale sono scaturite tante riflessioni interessanti. Per esempio il remix è sembrato qualcosa di troppo difficile da fare conoscendo solo pochi blocchetti, difficile con così tanti progetti presenti sulla piattaforma!
 Dalle nostre riflessioni abbiamo capito che sono proprio le nostre passioni a spingerci a cercare determinati progetti e poi a remixarli.
Qualcuno preferisce mettersi in gioco e remixare anche i progetti più difficili, qualcun altro preferisce rimanere nella confort-zone e remixare i progetti più semplici.

Qui le riflessioni dei bambini:
  • Siccome siamo ancora alle prime armi, Scratchers base, i nostri progetti non sono ancora molto belli quindi è più difficile e noioso remixarli.
  • Remixare non mi piace perché mi piace di più iniziare un progetto tutto mio, è noioso perché magari ci sono sprite che a me non piacciono e quindi non sono ispirata…
  • Remixare è bello perché se il progetto è già fatto ma è noioso puoi migliorarlo e renderlo più bello e divertente.
  • È bello perché col remix si imparano cose nuove, è bello perché puoi vedere sia il nome del primo scratcher che lo ha ideato, sia quelli di chi lo ha remixato successivamente.
  • È bello perché puoi renderlo (il progetto) più bello magari mettendo un po’ di musica…
  • È bello perché alla fine sarà il risultato del lavoro di più bambini.
  • Cerco uno Scratcher bravo e remixo un suo progetto, sono sicuro che è uno scratcher bravo se ha fatto tanti progetti e se nei suoi progetti ci sono tanti blocchetti con combinazioni difficili.
  • I progetti base sono più facili da remixare e ti danno la possibilità di aggiungere più cose e più idee tue.
  • Se i progetti che mi piacciono sono fatti con blocchetti molto difficili posso prendere spunto e imparare... Anche nei progetti difficili puoi comunque aggiungere un tuo contributo seppure piccolo...
  • Seguo le mie passioni , trovo tutti i progetti che riguardano per esempio la pallavolo e poi scelgo il più bello e lo remixo.
  • Se il progetto è già bello, è più divertente remixarlo.
  • Vorrei remixare i progetti più remixati, ma questa ricerca non è possibile.
  • Bisogna cominciare a remixare i progetti facili per poi pian piano arrivare agli avanzati.
 A questo punto c’è stata la svolta, anche se i progetti trovati erano talmente belli che i bambini hanno passato tantissimo tempo a giocarci oltre che riflettere sul modo di poterli remixare. 

(Qui è possibile visionare la nostra galleria  di classe di progetti remixati 

 Così nella nostra classe il remix è stato veicolo per: 
  • lavorare insieme ai propri compagni
  • incrementare i propri progetti prendendo ispirazione da quelli degli altri
  • arricchire i progetti degli altri
  • imparare a riconoscere i crediti e i diritti d'autore agli autori non solo nella nostra classe, ma anche nella community di Scratch e in Internet
  • sviluppare il senso di appartenenza alla comunità di classe prima di entrare nella più grande comunità di Scratch.

Questa è solo una piccola parte della nostra esperienza.



I nostri bambini sono la Next Generation , la generazione del futuro, e Scratch può aiutarli ad essere migliori cittadini digitali di domani!


Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

giovedì 12 luglio 2018

Dalle linee al pixel: paesaggi urbani e geometria seguendo Mondrian

Sulla scia del percorso effettuato lo scorso anno "La geometria nell'arte: punti, linee e figure piane" 
in questo nuovo itinerario trasversale ad arte, geometria, coding e tecnologia, partendo dal punto quale unità minima, e attraversando il mondo delle linee anche nell'arte, abbiamo utilizzato i colori primari e i non-colori nello stile dell'artista Piet Mondrian, pittore che ci ha ispirato anche nei nostri paesaggi metropolitani.
Tale progetto ci ha permesso un primo approccio all'uso di strumenti geometrici quali la squadra e il righello, anche usati insieme.

Partendo dalla lettura e dalle opere illustrate nel testo Mondrian e le geometrie della collana Arte per crescere di Art'è Ragazzi abbiamo osservato e ammirato i principali passaggi evolutivi nella pittura di questo artista olandese straordinario, convinto che "il pensiero, la bellezza e l'arte potessero rendere il mondo migliore e la vita degli esseri umani più piacevole e degna di essere vissuta."(cit.)

Partendo da paesaggi naturali e colorati, Mondrian si sposta sempre più verso l'astrattismo, fino ad arrivare a usare solo linee orizzontali, linee verticali e colori puri primari, per dare ordine e rigore a una società che non lo soddisfaceva.
Passando dunque per le diverse fasi della sua arte, abbiamo osservato le sue composizioni floreali, il periodo parigino, arrivando al periodo newyorkese a al boogie-woogie.

In classe ci siamo soffermati in maniera particolare sui suoi paesaggi metropolitani, provando a interpretare le sue teorie e a ispirarci ai suoi disegni per comporne di nostri.
Dalle linee tracciate con la guida degli strumenti geometrici siamo partiti per il percorso che ci avrebbe portati dal punto alle linee e infine al pixel.

Armati di matita, righelli e squadrette abbiamo provato a immaginare paesaggi metropolitani.

In classe un video di YouTube con un'animazione in 3D di alcuni designer olandesi, ci ha dato modo di immaginare come Mondrian intendesse la sua arte nell'opera Victory Boogie Woogie (YouTube video "Mondrian: astrattismo geometrico" di Elena Barattero dal minuto 0:00 al minuto 1:32)

Ispirati dal video abbiamo iniziato ad immaginare anche noi una metropoli dall'alto e con l'aggiunta di nastro isolante nero e pennarelli, abbiamo composto anche noi le nostre opere astratte.

Successivamente ogni alunno ha individuato un particolare della sua composizione che gli sarebbe piaciuto trasformare in una piccola opera d'arte traducendola in codice. Traslando il linguaggio visivo in codice e questo in linguaggio digitale.

Dal codice si è passati alla riproduzione in Pixel-Art attraverso l'uso di piccole perline colorate, dapprima disposte con precisione su delle apposite griglie e poi fissate dall'insegnante con la carta da forno e il ferro da stiro.

Con questo percorso, attraversando l'arte di Piet Mondrian, gli alunni hanno sperimentato in maniera diretta l'uso del punto, delle linee e la trasformazione di un'immagine in linguaggio digitale, scomponendola in pixel, componenti elementari.

Le alunne e gli alunni della classe III A della Scuola Primaria "G. Falcone" di Funo di Argelato (Bo) Istituto Comprensivo di Argelato anno scolastico 2017/2018




Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.