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lunedì 20 settembre 2021

Il mio computer di carta

 Il mio computer di carta è il racconto del nostro lavoro di Tecnologia e Competenze Digitali in classe prima.

Il mio computer di carta

Le alunne e gli alunni di 1ªA e 1ªC della scuola primaria "G. Falcone" dell'I.C. di Argelato nell'anno scolastico 2020/2021 si sono avvicinati a questo strumento in maniera curiosa scoprendone sia il contenuto, sia la funzione di tutte le sue parti principali.

L'idea è arrivata dai bambini stessi che già dai primi giorni di scuola, complice la pandemia in atto e tutto ciò che ne era conseguito, si sono inventati dei piccoli computer di carta molto creativi e fedeli alla realtà.


Il mio primo computer di carta
primo pc


Ho pensato di proporre ai bimbi di immaginare cosa potesse nascondersi dentro a un computer vero e così ognuno ha disegnato quello che immaginava.

Cosa immagini ci sia dentro un pc vero

Su questa stessa ondata di curiosità ho recuperato un vecchio pc portatile ormai da buttare e ne ho smontato la scocca esterna lasciando che tutti potessero osservarne il contenuto.

Ispezioniamo l'interno di un pc

In classe abbiamo iniziato a leggere il libro di Linda Liukas "Hello Ruby- Un viaggio nel computer", la storia di una bimba curiosa che si infila nel computer del papà scoprendone tutte le componenti e il loro utilizzo.

Quindi è arrivata l'idea di costruire ognuno il proprio computer di carta inserendo sia le componenti interne, GPU, CPU, RAM, ROM, memoria di massa, che quelle esterne, tastiera, mouse, touchpad, schermo; studiando il loro funzionamento e scoprendo le loro caratteristiche principali.

Infine ho creato un gioco con delle tessere plastificate (in modo da poterle sanificare dopo ogni utilizzo da parte dei singoli bambini). Su un banco ho disposto le tessere con le funzioni/caratteristiche di ogni componente, sulla griglia da pavimento ho sistemato le immagini. I bambini divisi in 2 squadre dovevano pescare una carta, indovinare l'elemento e poi individuarlo e raggiungerlo sulla griglia dando i comandi alla Bee Bot.

Un lavoro che ha racchiuso in sé non solo competenze logico-matematiche ed espressive ma anche tecnologiche e di pensiero computazionale, di orientamento spaziale e di lavoro di squadra.

Ecco il video dell'esperienza completa.


Maestra Rosalinda Ierardi

NOTE

Le imagini delle parti del computer utilizzate con la griglia per le Bee Bot sono di Maestra Nella.

giovedì 18 giugno 2020

Light Up Our Days


Nelle Indicazioni Nazionali per  il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione del 2012 tra i traguardi per lo sviluppo delle competenze in Arte e Immagine al termine della scuola primaria si legge:" L’alunno utilizza le conoscenze e le abilità relative al linguaggio visivo per produrre varie tipologie di testi visivi (espressivi, narrativi, rappresentativi e comunicativi) e rielaborare in modo creativo le immagini con molteplici tecniche, materiali e strumenti (grafico-espressivi, pittorici e plastici, ma anche audiovisivi e multimediali)."

In quest'ottica durante il periodo di lockdown dovuto alla pandemia da COVID-19, la classe ha partecipato alla challenge lanciata sui canali social dal Tinkering Studio sezione laboratoriale del più famoso museo della scienza Exploratorium di San Francisco CA- USA, che si occupa di sperimentare arte, scienza e tecnologia in un mix giocoso e creativo.
La challenge in questione è "Light Up Our Days" letteralmente Illuminiamo i nostri giorni, un modo per rendere più piacevoli le nostre giornate in casa dettate dalla chiusura per il lockdown, attraverso la rielaborazione di foto che ritraggono le ombre create da ciò che ci circonda.
Abbiamo accettato questa sfida su Twitter attraverso il profilo di classe e gli alunni si sono destreggiati a trasformare creativamente le ombre forografate in casa, talvolta esprimendo anche i loro sentimenti.

Gli alunni hanno partecipato con grande entusiasmo e tanta creatività, questi i loro elaborati:


Le idee della nostra classe su Twitter sono piaciute molto e hanno richiamato l’attenzione del team del Tinkering Studio, tanto da essere condivise anche sul loro blog  https://www.exploratorium.edu/tinkering/our-work/play-with-light-and-shadows

sabato 23 maggio 2020

Hack your window


Durante l'emergenza COVID-19 siamo rimasti chiusi a casa per più di due mesi e mezzo e durante questo tempo è stato difficile non poter uscire, non poter incontrare gli amici, non poter giocare all'aperto, era quindi necessario aiutare i bambini a tenere viva la fantasia e la voglia di reagire, così la finestra di casa è diventata la finestra sul mondo della propria immaginazione.

L'attività "Hack your window" diffusa tramite i social media, suggerisce di inserire la fotografia della propria finestra di casa su Scratch, trasformando poi la veduta animandola di ciò che vorremmo vedere attraverso il coding.

Nel momento dell'emergenza l'urgenza era quella di dare ai bambini l'opportunità di comunicare, di evitare che si chiudessero in se stessi e e si sentissero abbandonati; questo lavoro tuttavia pur permettendo agli alunni di esprimere le proprie emozioni, non è stata fine a se stessa ma ha dato loro l'opportunità di apprendere in maniera creativa perseguendo obiettivi didattici legati a informatica e tecnologia e arte e immagine e conseguendo competenze digitali.

Per guardare tutti i progetti della classe visita la galleria "Come vorrei... Hack your window"

Qui alcuni dei progetti:







venerdì 22 maggio 2020

Scratch Pals


ScratchPals è un'iniziativa guidata da insegnanti per creare aule globali che mettono in collegamento insegnanti e studenti tramite la programmazione informatica "coding"di Scratch. ScratchPals è stato lanciato alla Scratch Conference nell'estate 2018 da Kathleen Fugle, educatrice elementare della Virginia e specialista in tecnologia.
Tramite ScratchPals, classi da luoghi diversi del mondo si uniscono per collaborare.
Utilizzando Scratch sin dalla classe seconda, l'occasione di collaborare con altri insegnanti e alunni provenienti da diverse parti del mondo, era troppo ghiotta e ricca di opportunità e così non ce la siamo fatta scappare!
Non solo coding, ma anche educazione alla cittadinanza digitale e comunicazione in lingua inglese, un'ottima occasione per iniziare il proprio percorso come cittadini del mondo e non solo della propria realtà.

Il progetto ha avuto inizio la prima settimana di Febbraio per la durata di 6 settimane in totale.
Nella prima settimana gli insegnanti si sono conosciuto e hanno scelto il tema per la propria classe tra:

  • Picture This
  • Earth Wise
  • Connections 
Per la nostra classe la scelta è ricaduta su Picture This.

Picture This
Picture This

Per rompere il ghiaccio abbiamo scambiato con le classi partecipanti la nostra galleria (raccolta di progetti in Scratch) intitolata About me realizzata all'inizio dell'anno scolastico per presentarci in inglese, quando ancora non sapevamo che sarebbe arrivata così lontano, nonostante la piattaforma di Scratch sia frequentata a livello globale.
Galleria About me

Il sottotema della nostra classe, scelto dalla maestra, è stato realizzare un caleidoscopio usando lo strumento penna e cercando di creare modelli di immagini colorate che si ripetessero in maniera ciclica o random.
In questa galleria sono stati utilizzati il piano cartesiano e le trasformazioni su di esso, che hanno compreso contenuti e obiettivi di Geometria quali angoli, rotazioni, ripetizioni, disegno di poligoni regolari e non, sempre attraverso la programmazione con il linguaggio di programmazione visuale Scratch.





Galleria Caleidoscopio

Nelle settimane successive i progetti della classe sono stati aggiunti alla galleria internazionale condivisa con chi aveva scelto il nostro stesso tema e quindi ognuno ha avuto la possibilità di visionare i progetti di altri e lasciare un like 💜 e/o inserirli tra i propri preferiti ⭐, ma anche di lasciare feedback e riceverne, facendo magari tesoro dei consigli ricevuti; la possibilità di commentare è stata vissuta come opportunità di scambiare opinioni e suggerimenti in positivo, che avessero rispetto del lavoro degli altri scratchers.

Chiaramente non è stato semplice scrivere in una lingua diversa dalla propria e quindi abbiamo iniziato con piccole frasi di ringraziamento o abbiamo chiesto aiuto a Google Traduttore.


In seguito i bambini sono stati invitati a fare il Debug dei progetti, in gergo informatico eliminare i bug ovvero degli errori che non permettono al progetto di funzionare per come lo si sta programmando.
Unendosi agli altri partecipanti hanno aggiunto i loro progetti nella
Galleria ScratchPals Picture This B (Feb/Mar 2020)

Purtroppo arrivati quasi alla fine di questa esperienza è iniziata la pandemia globale legata al COVID-19 che ci ha costretto tra i primi a restare a casa, a quel punto le notizie che giungevano dal nostro Paese al resto dell'Europa e agli USA era quella di una situazione drammatica ed è a quel punto che la nostra esperienza è andata oltre le competenze, la solidarietà nei nostri confronti è stata tantissima, su iniziativa di Kathleen Fugle è nata anche la galleria ScratchPals 2020 for Maestra LIMda (che è il nickname della maestra su Scratch).


Siamo stati sommersi da progetti creativi con pensieri gentili e di incoraggiamento da parte delle altre classi partecipanti al progetto. 💖



Quest'esperienza è stata davvero molto significativa per la classe, non solo da un punto di vista esperienziale delle competenze di educazione alla cittadinanza digitale, ma anche dal punto di vista umano, in un momento di totale incertezza su quello che sarebbe successo, ci ha fatto molto piacere ricevere solidarietà e vicinanza. 

Dal punto di vista didattico tra le competenze di educazione alla cittadinanza digitale perseguite in questo lavoro ci sono quelle individuate nel DIGCOMP 2.1 Il quadro di riferimento per le competenze digitali dei cittadini - Traduzione ufficiale in lingua italiana a cura dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID)
le 5 aree contemplate infatti sono: 


Questo lavoro ha permesso ai ragazzi di acquisire competenze fondamentali per il tempo che stiamo vivendo.


Licenza Creative Commons
ScratchPals di Ierardi Rosalinda è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.

giovedì 12 luglio 2018

Dalle linee al pixel: paesaggi urbani e geometria seguendo Mondrian

Sulla scia del percorso effettuato lo scorso anno "La geometria nell'arte: punti, linee e figure piane" 
in questo nuovo itinerario trasversale ad arte, geometria, coding e tecnologia, partendo dal punto quale unità minima, e attraversando il mondo delle linee anche nell'arte, abbiamo utilizzato i colori primari e i non-colori nello stile dell'artista Piet Mondrian, pittore che ci ha ispirato anche nei nostri paesaggi metropolitani.
Tale progetto ci ha permesso un primo approccio all'uso di strumenti geometrici quali la squadra e il righello, anche usati insieme.

Partendo dalla lettura e dalle opere illustrate nel testo Mondrian e le geometrie della collana Arte per crescere di Art'è Ragazzi abbiamo osservato e ammirato i principali passaggi evolutivi nella pittura di questo artista olandese straordinario, convinto che "il pensiero, la bellezza e l'arte potessero rendere il mondo migliore e la vita degli esseri umani più piacevole e degna di essere vissuta."(cit.)

Partendo da paesaggi naturali e colorati, Mondrian si sposta sempre più verso l'astrattismo, fino ad arrivare a usare solo linee orizzontali, linee verticali e colori puri primari, per dare ordine e rigore a una società che non lo soddisfaceva.
Passando dunque per le diverse fasi della sua arte, abbiamo osservato le sue composizioni floreali, il periodo parigino, arrivando al periodo newyorkese a al boogie-woogie.

In classe ci siamo soffermati in maniera particolare sui suoi paesaggi metropolitani, provando a interpretare le sue teorie e a ispirarci ai suoi disegni per comporne di nostri.
Dalle linee tracciate con la guida degli strumenti geometrici siamo partiti per il percorso che ci avrebbe portati dal punto alle linee e infine al pixel.

Armati di matita, righelli e squadrette abbiamo provato a immaginare paesaggi metropolitani.

In classe un video di YouTube con un'animazione in 3D di alcuni designer olandesi, ci ha dato modo di immaginare come Mondrian intendesse la sua arte nell'opera Victory Boogie Woogie (YouTube video "Mondrian: astrattismo geometrico" di Elena Barattero dal minuto 0:00 al minuto 1:32)

Ispirati dal video abbiamo iniziato ad immaginare anche noi una metropoli dall'alto e con l'aggiunta di nastro isolante nero e pennarelli, abbiamo composto anche noi le nostre opere astratte.

Successivamente ogni alunno ha individuato un particolare della sua composizione che gli sarebbe piaciuto trasformare in una piccola opera d'arte traducendola in codice. Traslando il linguaggio visivo in codice e questo in linguaggio digitale.

Dal codice si è passati alla riproduzione in Pixel-Art attraverso l'uso di piccole perline colorate, dapprima disposte con precisione su delle apposite griglie e poi fissate dall'insegnante con la carta da forno e il ferro da stiro.

Con questo percorso, attraversando l'arte di Piet Mondrian, gli alunni hanno sperimentato in maniera diretta l'uso del punto, delle linee e la trasformazione di un'immagine in linguaggio digitale, scomponendola in pixel, componenti elementari.

Le alunne e gli alunni della classe III A della Scuola Primaria "G. Falcone" di Funo di Argelato (Bo) Istituto Comprensivo di Argelato anno scolastico 2017/2018




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domenica 28 febbraio 2016

Code my name: dall’alfabeto al codice binario in un braccialetto

“Code my name: dall'alfabeto al codice binario in un braccialetto” è un progetto mirato ad avvicinare i bambini alle tecnologie e in particolare alla programmazione informatica, attraverso la conoscenza del linguaggio utilizzato dai computer: il Codice Binario.
In classe prima si impara a leggere e a scrivere, parole e numeri, dunque a decodificare simboli, associando suoni e segni, primi fra tutti l’alfabeto e il sistema numerico decimale; anche nel sistema binario avviene lo stesso, ad una sequenza di 0 e 1 si associa un valore quantitativo e/o linguistico.
Attraverso alcuni giochi abbiamo cercato di capire come comunicano tra di loro i computer, partendo dalla conoscenza di questo “nuovo” codice speciale, il Codice Binario, nascosto dietro ai numeri e alle lettere dell’alfabeto, abbiamo scritto il nostro nome. Ogni alunno, scegliendo due colori, uno per lo 0 e l’altro per l’1, ha provato a riprodurre il codice nascosto dietro alla propria iniziale, su un braccialetto personalizzato, con perline, elastici, nastri e materiali di recupero.
Si tratta di una serie di attività unplugged ovvero senza l'uso di dispositivi elettronici.

Code my name: dall'alfabeto al codice binario

Le attività iniziali sulla comprensione del Sistema Binario, sono tratte da Computer Science Unplugged” creato da Tim Bell, Ian H. Written e Mike Fellows, adattato per l'uso in classe da Robyn Adams e Jane McKenzie; edizione Italiana a cura di Giovanni Michele Bianco e Renzo Davoli. 


Dapprima abbiamo abbiamo ragionato sulle modalità di comunicazione tra computer.


Poi abbiamo stampato delle carte in cui erano raffigurate quantità che raddoppiavano la quantità di palline presenti in quella precedente, partendo dall'1 e arrivando al 16.

Quindi abbiamo provato a disegnare sul quaderno le carte utili per formare i numeri da 1 a 26, ovvero il numero delle lettere presenti nell'alfabeto.



Spiegando poi che per ottenere le lettere dell'alfabeto era possibile utilizzare gli stessi codici preceduti da 010 per lo stampato maiuscolo e 011 per lo stampato minuscolo.




Infine abbiamo trasformato le iniziali dei nostri nomi in codice binario attraverso un braccialetto.











Ed ecco il risultato:







Con questo lavoro siamo stati selezionati tra le 29 scuole di ogni ordine e grado della Regione Emilia-Romagna per partecipare allo School Maker Day 2016 che si terrà il 30 Aprile 2016 presso l'Opificio Golinelli a Bologna.


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Code my name: dall’alfabeto al codice binario in un braccialetto di Rosalinda Ierardi è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.